Perché Alphabetika?

frammento di diario del conflitto 1915/1918E perché no?
Perché, insomma, non tentare di attribuire ad immagini, oggetti o scritti apparentemente indecifrabili una loro dignità all’interno della nostra vita?
Si tratta, in fondo, di costruire storie compiute, immaginarie ma plausibili, intorno a frammenti materiali della nostra esistenza che altrimenti rimarrebbero senza spiegazione e ragion d’essere, freddi totem giustificati unicamente dall’abitudine o – più tristemente – dall’oblio.
Le immagini e le cose hanno una loro storia, che anche quando è impossibile ricostruire è invece possibile e doveroso – almeno – immaginare. Questi oggetti parlano, ed hanno diritto di essere ascoltati, mentre è dovere di ognuno raccontare ciò che dicono, anche se in maniera incompiuta, frammentaria e/o per niente credibile.
La Storia (quella vera) è soprattutto narrazione di poteri e sottomissioni, ma se nel raccontare partissimo da un Potere che è quello dell’immaginazione (sessantottescamente parlando), ecco che ci troveremmo con una Storia del tutto diversa, più umana e anche più godibile, anche se – ahinoi – del tutto irreale.

Questo sito è fatto per chi cerca una Realtà parallela, per chi si interroga sui piccoli misteri di ogni giorno, quelli che pervadono la vita di ognuno, piccoli o grandi che importa?
Un bottone nella tasca di un vecchio cappotto, un bottone che non è di quel cappotto, neanche gli somiglia. Eppure è nella sua tasca, ed il cappotto è veramente vecchio e supera la memoria. Dunque: cosa ci fa quel bottone in quella tasca? E via con le ipotesi, ognuna più credibilmente incredibile dell’altra.

Si crea così un pezzo di Alphabetika. E tanti pezzi di Alphabetika andranno a creare – spera chi scrive – una raccolta di storie talmente false da sembrare vere, degne di essere divulgate al mondo intero, un po’ per gioco e un po’ per testimoniare fermamente che niente è più reale dell’immaginario…

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