Cosa pensano di “Fantasmi”

il pensatore

Dopo il suo primo libro di foto-racconti “Dietwald e gli altri”, ancora una volta, l’Autore si rivela originale e spiazzante.
Questa volta, facendo riferimento, come già accaduto, alle sue esperienze di educatore, si cimenta in un’operazione niente affatto usuale: trasporre in romanzo un’opera teatrale (quando, come sappiamo, è molto più diffusa l’operazione opposta).
E lo fa utilizzando un testo prodotto insieme ad adolescenti con i quali ha lavorato e che ha organizzato in un Laboratorio teatrale (come ci spiega nella sua prefazione).
L’operazione è interessante, come interessante deve essere stata la genesi progressiva del lavoro teatrale. Sono evidenti, nel romanzo, i segni di una certa ingenuità giovanile, che malgrado il taglio “adulto” su cui l’Autore si è orientato emergono in più punti.
E proprio per questo, come detto, il lavoro si fa spiazzante: il primo capitolo sembra catapultarci in un ambiente misterioso, tenebrosamente occulto, sordido (ma attenzione, nel romanzo il mistero davvero non manca!) che si va poi via via stemperando raggiungendo momenti di vera e propria comicità. La comicità ingenua, spontanea e involontaria che solo le persone più semplici sono in gradi di offrire.
E in effetti questi sono i fantasmi che popolano il condominio in questione. Come ci spiega lo stesso Autore, una “umanità dolente, niente affatto rassegnata, ma priva degli strumenti elementari per reagire alle brutture della vita e a quelle provocate dall’unico fantasma ufficialmente riconosciuto della narrazione”, ma io aggiungerei anche che questa umanità è tanto simile ad ognuno di noi e che il lettore può riconoscere nei vari personaggi i propri tic, le proprie pulsioni, qualche momento passato di vita, la frustrazione delle proprie aspirazioni.
Seguendo la naturale inclinazione per il fantastico, il paradossale ed il “nonsense”, l’Autore immerge i suoi personaggi in un luogo immaginario geograficamente non identificabile, in un tempo che solo in virtù di pochi segnali possiamo identificare come “moderno” (la lavastoviglie desiderata da Tesoro o il fatale aereo di Tadalnaso) e nella completa assenza di computer e cellulari (che non vengono mai neppure menzionati), eppure appaiono per certi versi più liberi e più veri di quanto noi tutti non riusciamo ad essere.
Ha ben ragione l’Autore nell’affermare che il libro tenta di far pensare il lettore in mezzo alle sue risate o di farlo ridere in mezzo ai suoi pensieri, perché dietro tutta la leggerezza espressa anche dal sottotitolo, c’è davvero più di un motivo per riflettere su ciò che siamo.
Per concludere voglio rassicurare Raffaele circa la preoccupazione espressa, ancora, nella sua introduzione: stai tranquillo, il tuo romanzo (come è ovvio) potrà piacere o non piacere, ma certamente non potrà annoiare!

Carla Di Russo

Mi sono avvicinata al libro colpita dalla biografia dell’autore. Anche io sono un’educatrice e mi interessava il tipo di approccio alla scrittura dal punto di vista di questa splendida professione che è l’educare in senso lato e generale. Ho trovato l’anteprima molto intrigante, geniale il narratore che si intromette nella storia per chiarire le cose col lettore, lo fa sentire parte interna del romanzo, è una dinamica quasi interattiva che mi ha colpito. 5 stelle!”

Letizia Sebastiani

Ottimo lavoro questo, di Raffaele Corte, che ha raccolto e rielaborato il frutto dell’esperienza di un laboratorio teatrale con un gruppo di ragazzi, trasformandolo, appunto, in questo testo narrativo. Operazione, a mio avviso, riuscita con merito e successo. Senza scendere nei meandri della storia narrata, vorrei solo, almeno, qui, evidenziare la bella sorpresa di averla trovata scritta in modo fluente, essenziale e ben articolata. Congratulazioni vivissime all’autore, quindi, anche perché questa operazione letteraria valorizza, ancora di più, quanto fatto dai suoi ragazzi.

Mariano Lo Proto

Fantasmi in condominio sapevo già in partenza che sarebbe stata una piacevole lettura. Raffaele, originale fantasista della scrittura, nei suoi romanzi traspare la sua personalità dalle idee complesse e geniali. La sua originalità nello scrivere sta nel fatto che, come Virgilio accompagna Dante nella Divina Commedia, lui guida il lettore introducendolo nei suoi scritti spiegando ciò che andrà a leggere, mettendolo in guardia da eventuali colpi di scena creando la suspense; questo è un metodo singolare di scrivere, possiamo definirlo ermetismo facilitato. Ritornando al suo ultimo lavoro Fantasmi in condominio il titolo rispecchia il libro: singolare giochi di parole che rendono il romanzo insolito. Lautore attrae il lettore con il suo racconto coinvolgente accattivante offrendo un mondo di variegate emozioni. Raffaele Corte dopo questo lavoro merita lapprezzamento dei lettori, i suoi scritti nascono dalla sua cultura, dal suo vivere quotidiano, dal cuore.

Giovanni Zumpano

Il legame tra scrittore (narratore) e lettore è più stretto che mai grazie a coinvolgimenti espliciti, complicità richieste senza giri di parole, capacità affabulatoria, buon ritmo e scrittura vivacissima quanto curata. Nulla è lasciato al caso. Il “bastardo Taldalnaso” entra immediatamente nel nostro immaginario e da personaggio si fa persona più che mai viva e concreta. L’ambientazione esotica dà un’ulteriore spinta alla attrattiva delle pagine. Un libro scritto bene e che si fa leggere mantenendo il piacere che promette.

Nadia Bertolani

Inès e el Diablo Blanco si incontrano e inizia tra loro una schermaglia fatta di ammiccamenti e doppisensi; una partita intrigante, affascinante, ambigua e misteriosa dagli esiti incerti. Chi vincerà – se qualcuno vincerà -? Lo scopriremo solo leggendo.

Marilù Dominici

Gradevole e ben narrato.

Antonello Pellegrino

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